Le complicazioni dell'operazione al ginocchio

Eventuali complicanze della protesi del ginocchio

La protesi di ginocchio è uno degli interventi di maggior successo. Si è mostrata estremamente efficace nel migliorare la mobilità articolare e nell’eliminare il dolore,

è oramai una delle procedure mediche più affidabili e prevedibili e ha trasformato le vite di molti pazienti, permettendo loro di ritornare ad una vita attiva e di provare meno dolore.

Le complicanze sono poche e non frequenti ma devono essere menzionate per completezza d’informazione e saranno frutto di spiegazioni più dettagliate durante la visita e la lezione preoperatoria; non esiste una procedura chirurgica senza rischi. Molti pazienti desiderano sapere quanto dura una protesi di ginocchio nel tempo. Molti studi scientifici hanno mostrato che le protesi di ginocchio rimangono ben funzionanti in più del 90% dei casi a dieci anni dall’intervento e che più del 80% sono ancora ben funzionanti a 20 anni. I miglioramenti tecnologici e dei materiali hanno diminuito molto il deterioramento dell’impianto ed in particolare del polietilene.

MOBILIZZAZIONE ASETTICA

Si identifica con questo nome la perdita di fissazione dell’impianto protesico all’osso. Può essere dovuto a errori di tecnica chirurgica o a errori nella fase di cementazione dell’impianti. Anche un posizionamento errato delle componenti protesiche può determinare un alterato utilizzo della protesi che nel tempo si mobilizza dall’osso. Questa complicanza può rendere necessario un nuovo intervento di protesi.

INFEZIONE

L’infezione è una delle maggiori complicanze della chirurgia protesica di qualsiasi distretto anatomico. Fortunatamente è molto rara, circa lo 0,5% e misure preventive estensive sono prese prima, durante e dopo l’intervento. L’infezione della protesi può presentarsi con dolore, gonfiore e secrezione della ferita chirurgica; può essere acuta e quindi manifestarsi nel post-operatorio oppure tardiva, tipicamente a seguito di un’infezione di un’altra zona del corpo. L’infezione peri-protesica determina il fallimento della procedura e la necessità di revisionare chirurgicamente l’articolazione.
Molte misure preventive sono utilizzate: sterilizzazione certificata degli strumenti e dei ferri chirurgici, flusso laminare dell’aria nel blocco operatorio, caschi sterili autoventilati per gli operatori sanitari, antibiotico-profilassi preoperatoria, accurata disinfezione dell’arto dopo lavaggio con soluzione alcolica.

SANGUINAMENTO

A seguito di una protesi totale di ginocchio è possibile avere necessità di una trasfusione di sangue. Nel percorso di Rapid Recovery sono attuate molte strategie di prevenzione al sanguinamento e meno del 5% dei pazienti necessitano di una trasfusione. Le moderne banche del sangue applicano screening e controllo molto accurati sulle sacche di sangue e sono applicati protocolli ragidi anche nella somministrazione in reparto. I rischi di contrarre una malattia o di avere una reazione allergica a seguito di trasfusione di sangue sono molto bassi.

GONFIORE DELLA COSCIA ED EMATOMA

Dopo qualsiasi intervento di artroprotesi è previsto un gonfiore della gamba operata, talvolta associato a un ematoma intorno alla ferita chirurgica. Non è una complicanza ma il normale decorso post-operatorio che però preoccupa spesso i pazienti. Per il primo mese dopo l’intervento rimanere più di 30 minuti seduti può fare peggiorare il gonfiore. Sarebbe opportuno alternare piccole passeggiate a periodi di riposo a letto con la gamba sollevata (la caviglia dovrebbe essere più elevata del cuore).

Per prevenire o diminuire il gonfiore:

  • Stare a letto con due cuscini sotto il piede della gamba operata. Durante il ricovero è possibile inclinare il letto senza necessità di posizionare i cuscini;
  • Non rimanere seduti per più di 30 minuti;
  • Applicare la crioterapia per 20 minuti più volte al giorno;
  • Talvolta possono essere indicate le calze elasto-compressive su parere medico.

COMPLICANZE TROMBOEMBOLICHE

È possibile che a seguito di intervento di protesi si sviluppi una trombosi dell’arto inferiore. Ciò determina dolore e gonfiore solitamente a livello del polpaccio. Maggiore preoccupazione riguarda la possibile complicanza della trombosi dell’arto inferiore e cioè l’embolia polmonare. Con gli attuali protocolli perioperatori è una complicanza estremamente rara. Le strategie preventive sono: utilizzo di eparina dalla sera prima dell’intervento e continuata per circa 4 settimane, visita angiologica con eco-doppler degli arti inferiori preoperatoria e post-opearatoria, calze elasto-compressive se indicate e mobilizzazione precoce del paziente.

LA NUOVA ARTICOLAZIONE È DIVERSA

La medicina perioperatoria moderna accelera enormemente il recupero funzionale (Rapid Recovery) ma guarire completamente richiede tempo. Per le prime settimane post-opearatorie vi sentirete stanchi facilmente. È importante programmare periodi di riposo durante il giorno. Il tempo di riposo dovrebbe essere almeno equivalente al tempo di attività. È possibile avvertire intorpidimento della cute vicino alla cicatrice e sensazione di tensione articolare o rigidità articolare. È normale. Potreste avvertire qualche rumore meccanico durante il movimento che deriva dalle caratteristiche dei materiali delle protesi. I sintomi miglioreranno nel tempo ed il recupero sarà completo passati i 6 mesi dall’intervento.

LESIONI NERVOSE ARTERIOSE O OSSEE

Anche se estremamente rare, possono esserci delle complicanze fra cui lesione arteriosa, lesione nervose o fratture della rotula, della tibia o del femore.